La didattica in quarantena

Credo che ricorderò l’anno scolastico 2919/2020 come uno dei più sorprendenti che abbia mai vissuto con i miei figli.

All’inizio dell’emergenza coronavirus (il Piemonte è stato coinvolto fin da subito) ero preoccupata. Lo confesso: pensavo che buona parte dei docenti non fosse preparata ad affrontare una didattica a distanza.

Bene, nei giorni scorsi, ma soprattutto nell’ultima settimana ho avuto modo di ricredermi: i docenti inviano video lezioni, power point, documenti di word e svolgono anche video-lezioni in streaming.

Ma andiamo per ordine di scuola.

Lorenzo fa la prima media. La sua scuola utilizza due piattaforme principali: il registro elettronico e Classroom di cui avevo già raccontato QUI. Quando avevo scritto quell’articolo (due anni fa!) avevo già sostenuto quanto fosse utile come strumento,  un mezzo di vera inclusione anche per i ragazzi con bisogni educativi speciali. Ho avuto modo di sperimentarlo in modo sistematico: i professori mettono i compiti su questa piattaforma, i ragazzi svolgono li svolgono, li condividono, vengono corretti e commentati singolarmente.

Grande lavoro e grande sforzo da parte di tutti docenti per andare avanti nel programma, impegnare i ragazzi e fare in modo che si progredisca e si perda il meno possibile.

Sempre su questa piattaforma vedo finalmente anche qualche proposta di classe capovolta che a mio parere è molto stimolante.

E poi ci sono le video-lezioni in diretta su piattaforme come Zoom o Meet  dove, finalmente, i compagni si possono vedere tra loro anche se attraverso un schermo. I ragazzi ne sono entusiasti!

Il maggiore invece fa prima superiore. Anche qui ogni docente si è attivato con i mezzi che conosce e che ha a sua disposizione per procedere con l’insegnamento. Vanno per la maggiore le lezioni registrate e i powerpoint, ma diversi professori cercano di fare lezione (più o meno regolarmente) con video in diretta in cui vengono spiegati argomenti nuovi o corretti gli esercizi proposti.

La differenza sostanziale che ho riscontrato è che, nel nostro caso, la scuola dell’obbligo era più preparata a lavorare a distanza rispetto all’istituto superiore. La scuola superiore non ha una piattaforme comune come alle medie e quindi ogni docente sta utilizzando lo strumento con cui ha più dimestichezza. Il risultato è che tra mail, chat, registro elettronico, drive, classroom, bacheca della scuola diventa molto più complesso riuscire a stare dietro alle richieste dei docenti senza perdersi niente.

In ogni caso ci stiamo prendendo la mano e quando questa brutta situazione sarà superata ci troveremo con una scuola più dinamica che avrà fatto un salto di qualità in direzione dell’uso degli strumenti informatici. La didattica avrà subito uno svecchiamento che le permetterà di superare con più decisione la tradizionale lezione frontale.

E lo studio a casa? Beh.. quello è un altro paio di maniche, ma avremo occasione di parlarne prima che finisca la quarantena. Piuttosto, mi piacerebbe conoscere come si è mossa la scuola dei tuoi figli e quali strumenti utilizza per procedere con gli argomenti scolastici. Scrivimi sotto questo articolo o sulla pagina facebook di Strategie Bes!

 

2 commenti

  1. Lo studio in quarantena - Strategie Bes

    2 mesi fa  

    […] iniziato l’ultimo mio articolo praticamente con la stessa frase, ma penso che sia anche il tuo […]


  2. Promise

    2 mesi fa  

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