Intervista a Tiziana Cannella: assistente all’autonomia

L’assistente all’autonomie, come l’assistente alla comunicazione, è una figura professionale prevista dalla nostra normativa con gli articoli  42-45 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 e con l’articolo 13, comma 3 della Legge 104/92.

Si tratta quindi di un tipo di assistenza fornita al singolo studente con disabilità ( oltre all’insegnante di sostegno e agli insegnanti curricolari) per sopperire ai problemi di autonomia dello studente. Anche questa figura, purtroppo è poco normata.

Ho incontrato Tiziana Cannella che ormai svolge questo lavoro molti anni. Tiziana è laureata in  Scienze della Formazione e dell’Educazione e lavora in ambito scolastico ed educativo da 13 anni nel corso dei quali ha affiancato studenti di ogni ordine e grado: dalla materna alle superiori.

L’intervista

Qual è il ruolo dell’assistente alle autonomie all’interno della classe?

Il ruolo dell’assistente alle autonomie è da intendersi , a differenza dell’insegnante di sostegno,  ad personam!

Ruolo principale dell’ a.a. è sopperire ( ove necessario ), aiutare, sviluppare e rinforzare, non solo le autonomie di base (età, grado di disagio) ma anche le autonomie di relazione e sociali all’interno del contesto scuola.

Il ruolo all’interno di una classe dipende moltissimo dal grado di disagio dell’alunno, dalla sua età e dal quantitativo di ore assegnate. Sovente la classe si avvale dell’a.a. come un aiuto ulteriore ed è al pari dell’insegnante di sostegno. Più piccoli sono i bambini, minore è la forbice tra i pari, più i ruoli sono simili ed intercambiabili. Sempre più spesso all’interno della classe si collabora con il team degli insegnanti per portare avanti il progetto didattico.

Ci viene quindi richiesta la medesima preparazione e lo stesso impegno dell’insegnante di sostegno.

Da questo punto di vista la figura dell’ a.a. ha ancora margini poco ben definiti ed il suo ruolo come figura professionale rimane ai più poco chiaro.

Come interagisci con i bambini che ti vengono affidati? Ti occupi anche della parte più prettamente didattica?

Quando ci vengono affidati i bambini per la prima volta, l’obbiettivo primario è instaurare con loro un rapporto di empatia e fiducia. Con noi passeranno molto tempo e diventeremo il ponte mancante tra loro e la classe.

Di norma un bambino è seguito dalla stessa assistente durante tutto il ciclo scolastico del medesimo grado, ma non di rado questa figura prosegue con lui nel suo percorso scolastico.

Data la relazione speciale che instauri con il bambino, avrai anche modo di interagire molto con le famiglie. Com’è il rapporto con loro?

Si crea un vero rapporto.

Per i motivi che ho appena detto, l’a.a. instaura un rapporto anche con la famiglia per la quale diventa una sicurezza ed un punto di contatto con la scuola.

Non di rado l’a.a. di un bambino conosce la storia personale del piccolo e quella della sua famiglia. Questa può diventare un arma a doppio taglio: il rischio infatti è quello di confondere la figura professionale ( molte di noi sono educatrici o comunque provengono da studi sociali) con una figura amica.

5) Come può una famiglia richiedere che il proprio figlio sia affiancato da un’assistente alle autonomie?

La richiesta da parte della famiglia di poter usufruire del supporto dell’a.a. va di pari passo con il percorso medico di N.P.I. che valuterà le reali esigenze del bambino e disporrà per lui quali e quante figure mettere a supporto.

Negli anni il numero di ore di aiuto è notevolmente diminuito al pari del budget che il Comune mette a disposizione.

Le ore e le persone che vengono assegnate al bambini dipendono inoltre e sempre più spesso alla caparbietà della famiglia.

Anche questo è sicuramente  un lavoro in cui serve molto impegno ed empatia!  Tiziana, ti ringrazio per la tua gentilezza e disponibilità, ma anche per la passione che metti ogni giorno e che trasmetti ai bambini che affianchi!

Se hai delle domande da porre a Tiziana (a me sicuramente non è venuto in mente tutto XD) scrivile nei commenti o sulla pagina facebook: sarà ben felice di risponderti!

A te la parola

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