Cellulare a scuola? Sì, ma in modo consapevole

E’ inevitabile che i cellulari entrino a scuola. Quasi tutti i ragazzi, dalle scuole medie in su, ne posseggono uno dal quale non riescono a staccarsi.

Lo smartphone è uno strumento di comunicazione potentissimo per noi adulti e ancora di più per i ragazzi: ci giocano, chattano, frequentano i social. Le piattaforme social sono per loro l’equivalente della “piazza” della nostra epoca, del nostro “muretto”.ragazzi cellulare

Essere nativi digitali, però, non significa assolutamente essere esperti. La tecnologia che ha portato a questi straordinari strumenti è totalmente sconosciuta ai ragazzi. Sanno smanettare, ma niente di più. Non sanno cosa significhi “mettere in rete” una fotografia o un video, non hanno realmente idea della diffusione e delle conseguenze di un’azione così semplice! Cosi come non sospettano che dietro una piattaforma multigioco, apparente innocua, possa nascondersi un pericolo.

Il problema è che noi genitori, spesso, non riusciamo a stare al passo con la tecnologia: nemmeno noi abbiamo idea dell’immensità del mondo internet! Lo dimostra la facilità con cui regaliamo i nostri dati personali.

Molti genitori non sono su Facebook, troppi insegnanti non hanno un profilo social. Come possiamo capire il mondo dei nostri figli se non lo viviamo insieme a loro?

Non permetteremmo mai ai nostri figli di guidare un’auto senza avergli insegnato i segnali stradali e il funzionamento del freno, però permettiamo che navighino senza controllo (o quasi) su internet.

Quello che serve è l’educazione al digitale e, secondo me, la scuola può essere il posto giusto per far capire ai ragazzi le enormi potenzialità di questo piccolo accessorio, che va oltre al selfie e al whatsapp.

Lo smarthphone a in classe

La scuola non è rimasta ferma di fronte a questa gigantesca novità, ma, colta impreparata, ha reagito in un primo momento con il divieto assoluto. Con una circolare del 2007, il ministro Fioroni “…è del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda ad una generale norma di correttezza che, peraltro, trova una sua codificazione formale nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti, di cui al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249“.cellulare

Sono passati 11 anni da allora e la norma non è ancora cambiata, ma la ministra Fedeli, in occasione di Futura apre all’uso degli smartphone in classe per un uso didattico: ”

Limitarsi a vietare ogni tipo di dispositivo mobile in classe  non avrebbe altro risultato che tenere la scuola lontana da uno spazio sociale, culturale e tecnologico oggi determinante nella vita dei più giovani, e non solo. Significherebbe chiudere gli occhi di fronte allo smartphone tenuto in tasca e usato per scambiarsi messaggi. (…) E significherebbe soprattutto lasciare i ragazzi soli, senza accompagnamento e senza educazione nell’uso di questi strumenti (…) I nativi digitali hanno necessita’ di essere educati agli ambienti digitali (…) avere a che fare con i nativi digitali non può e non deve deresponsabilizzare gli adulti dai propri compiti educativi”.

A questo punto però mancano le linee guida per regolamentare l’uso degli smartphone e le scuole si muovono in modo indipendente e confuso. Alcuni istituti sequestrano i telefonini all’ingresso e li restituiscono all’ultima campanella, in altri vengono lasciati ai ragazzi e sequestrati in caso di un utilizzo non opportuno.

Il cellulare come strumento didattico

Nel caso dell’Istituto comprensivo frequentato dai miei figli, il cellulare può essere tenuto spento in cartella e non deve mai essere utilizzato per scopi comunicativi privati. Anche durante le gite ne è consentito l’utilizzo solo al di fuori dei momenti dedicati alla visite e attività
legate  all’aspetto didattico dell’uscita.

E’ però prevista e regolata anche una modalità B di utilizzo che prevede l’uso di smarthphone o tablet per lo svoglimento di “attività con finalità didattiche di attività innovative e collaborative, sempre nel pieno rispetto delle regole che sottostanno ad un uso consapevole della rete. Si ricorda che la competenza digitale è una delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, identificate dall’Unione Europea.

Quindi, i ragazzi della secondaria, possono utilizzare il cellulare per finalità didattiche su indicazione e autorizzazione del docente. Mi sembra che questa possa essere la strada giusta affiancando un progetto che preveda l’uso consapevole della rete.

Io sono d’accordo con l’utilizzo del telefono a scuola, ferme restando le normali norme di educazione: non si usa quando si mangia, quando si parla con qualcuno e quando qualcuno parla con te, soprattutto se è un insegnante

A te la parola

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